sabato 30 aprile 2011

La potenza dell'inferno

Particolare di una cover di un disco degli Hell

In questi giorni si fa un gran parlare di eutanasia e suicidio e mi sono trovato a riflettere sull'inferno, a pare mio la migliore invenzione delle religioni per salvare i buoni da se stessi. 

Quante volte viene da pensare: ma chi me lo fa fare di andare avanti ?.

Per quanto uno possa essere felice prima o poi, vuoi per un amore finito,vuoi per altri motivi, chiunque ha accarezzato anche per pochi istanti l'idea di stendere un velo su tutto e farla finita. In fondo, se la vita è una sola vale la pena viverla per soffrire ? se invece esiste la reincarnazione magari potrebbe andare bene nella vita successiva.

Qui a parer mio è svelata la magnificenza dell'inferno, un'invenzione veramente mirabile. Il suicida infatti è destinato all'inferno e, mentre per tutti gli altri peccati, per tutte le cattive azioni ,esiste la consapevolezza di poter espiare e pentirsi il suicidio preclude ogni possibilità. E' vero, teoricamente è valido il pentimento in punto di morte... ma il dubbio resta.

Credo che l'inferno dia il suo massimo proprio nel contrastare il suicidio, anche un ateo probabilmente nel momento di togliersi la vita potrebbe avere un ripensamento del tipo: "e se avessi torto ?" e questo potrebbe bastare ad impedirgli di uccidersi. Altri deterrenti ugualmente efficaci non ne vedo, nemmeno il dolore, in fondo bastano una buona quantità di pastiglie o qualche litro di alcool per andarsene senza soffrire.

Chiunque abbia concepito l'inferno è un vero genio, chissà quante persone continuano ad andare avanti giorno dopo giorno affrontando sofferenze e privazioni solo per paura di commettere un unico errore che potrebbe rendere il loro supplizio eterno.

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