martedì 24 maggio 2011

Lettera di un imprenditore (quasi) suicida

Il suicidio è la soluzione ?

In seguito ad un mio post sul suicidio (La potenza dell'inferno) ho ricevuto una richiesta di scambio email con un visitatore anonimo che voleva parlarmi dell'argomento trattato, dopo averci pensato un po' ho scritto all'indirizzo che mi aveva inviato ed ho ricevuto una mail che ho deciso di pubblicare (dietro sua autorizzazione).
Premetto che ho consigliato un consulto psicologico alla persona (che chiamerò Ezio) ma la mail mi ha  fatto riflettere e intristito perchè fondamentalmente racconta la disperazione di un lavoratore rovinatosi perchè non più in grado di pagare le tasse e gli interessi sulle tasse (ed a parer mio in una situazione nemmeno tanto brutta, potrebbe stare molto peggio ma temo che sia anche un problema di depressione).
Mi chiedo quindi quante altre persone come questa ci sono la fuori per la strada e quante persone passano la loro giornata cercando esclusivamente la forza per farla finita.

Buongiorno,

grazie per avermi contattato. Le scrivo perché, come le avevo scritto nel commento, il suo post sull’inferno ed il suicidio mi ha molto colpito, mi sento infatti esattamente in quella situazione. Avevo quasi pensato di aprire un blog per sfogarmi li ma non sopporterei di non ricevere commenti o di suscitare solo indifferenza. Preferisco scrivere a lei che so almeno leggerà questa lettera e forse ne sarà interessato.

Sono un piccolo imprenditore del settore IT e ormai da anni la società nella quale mi trovo, socio di minoranza con altre 2 persone, non fa che accumulare debiti con le banche e soprattutto con l’erario. Abbiamo passato gli ultimi anni a lavorare per pagare tasse ed interessi sulle tasse, senza poterci prendere un euro di stipendio.

Con la crisi economica le cose sono molto peggiorate, i risparmi sono finiti ed ora che la gente non ha più un soldo non c’è più lavoro, specialmente nel mio settore che non è di primaria importanza (sviluppiamo software non sforniamo il pane). Mentre fino a poco tempo fa con i pochi risparmi rimasti dovevo pagare l’affitto e il necessario per la mia sussistenza (molto frugale le assicuro) adesso quel poco che resta devo usarlo, come del resto stanno facendo anche i miei soci, per pagare i debiti della società via via che arrivano le rate delle tasse da pagare, l’affitto dell’ufficio e così via. L’assurdo è che non possiamo nemmeno chiudere, abbiamo contratto debiti minori con le banche (30.000 €, nemmeno tanto in fondo) e mentre potremmo teoricamente chiudere senza pagare fornitori e tasse arretrate (per circa 70.000 €, quasi tutti interessi sugli interessi delle tasse non pagate) la banca va pagata per forza, altrimenti non potremmo chiedere nemmeno un finanziamento per comprare una lavatrice se dovesse servirci nel futuro.

Non avendo agganci politici o criminali di alcun tipo quindi mi trovo senza un euro, con l’impossibilità di pagare l’affitto, senza potermi cercare un lavoro che mi permetta almeno di sopravvivere (la società resta aperta e le cose da fare ci sono, per futuri progetti che potrebbero con molta fortuna fruttare qualcosa) ed anche nel caso in cui riesca a mettere le mani su qualche soldo devo usarlo per pagare debiti con la banca.

A più di 40 anni, esclusa l’opzione di dar via il culo, perdoni il termine, tanto chi lo vorrebbe un 40enne dovrei pagare io probabilmente, l’unica possibilità che mi resta è abbattere i costi tornando a vivere con i miei genitori (malati tra l’altro) e farmi mantenere fino a quando non sarà possibile chiudere la società, l’idea di un prestito è assurda, chi mi darebbe mai dei soldi se non ad usura per pagare i debiti?. Per fortuna non ho moglie o figli (come i miei soci) ed in fondo nessuno di cui dovermi preoccupare se non me stesso.

Escluse una vincita al superenalotto, la prostituzione e l’usura quindi non mi resta che la resa, tornare con la coda tra le gambe nella casa paterna e sperare che entri qualche lavoro che consenta almeno di chiudere la società. Non è una situazione così negativa, me ne rendo conto, la salute la ho ancora ma per il resto quali speranze ho per il futuro ? se anche nei prossimi anni riuscissi a risollevarmi cosa sarei ? un precario a vita se tutto va bene, senza pensione (mai avuto un lavoro dipendente) ne la possibilità di costruire una famiglia.

Perchè non farla finita allora ? me lo sto chiedendo da molto tempo ed onestamente se non fosse che ho semplicemente paura di finire all’inferno (e non sono nemmeno credente, questa è la cosa veramente ironica) avrei già risolto la mia situazione magari buttandomi di testa da un alto palazzo, non deve fare poi così male, una botta ed è tutto finito.

Invece non solo mi sento rinchiuso in una situazione dalla quale non vedo via di fuga, questa maledetta paura mi impedisce persino di farla finita. 

A volte invece sento una rabbia infinita montare dentro di me e, giuro, vorrei veder sgorgare il sangue delle persone che mi circondano, prendere un coltello da cucina e darmi ad un insensato massacro per sfogare la mia rabbia su perfetti sconosciuti, tanto a quelli ai quali vorrei veramente arrivare non arriverò (e pensare che i film horror non mi piacciono). Anche in questo caso non è la paura della prigione a fermarmi (vitto, alloggio e il tempo per pensare, mi basterebbe non è un'opzione così brutta), nemmeno quella di essere ucciso dalla polizia, in fondo in questo stesso momento spero in un infarto o nell’essere investito mentre attraverso la strada, per poterla far finita senza alcune responsabilità, anche in questo caso quello che ferma la mia mano è la paura dell’inferno.

Che esista per i suicidi (o gli omicidi) un luogo di eterna sofferenza senza alcuna speranza.

O forse mi sono già suicidato e questo è il mio inferno, costretto in eterno a sperare nella morte. Sarebbe un buono spunto per un film o un racconto no ?

Quindi non posso che concordare con il suo post, l’inferno è stata veramente una delle più perverse ed efficaci invenzioni dell’uomo. Molto più del paradiso.

Grazie per avermi ascoltato,
Ezio

3 commenti:

  1. Hai ragione ma....se ce lo fatta io ce la fai anche te ! Vedi due anni fa mio marito si era spaventato dei debiti accumulati nell'azienda di famiglia e se ne andato all'estero lasciamdomi sola con un figlio di 4 anni e certamente anche con i debiti. Premetto che ho 28 anni sono di origini straniere, che non ho parenti vicino e nemmeno amici ma vuoi che ti dica una cosa? Ho finito di pagare tutto un mese e mezzo fa (e senza prostituirmi come dice te) e finalmente dopo due anni di duri sacrifici e lavoro ciò che guadagno è MIO ! Riparti da - 10.000 (visto che siete in tre è giusto dividere) ! FORZA EZIO ! Spalle dritte e testa alta ! Io tifo per TE !

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  2. Coraggio,hai 40 anni,non sei un vecchio! E...la salute? Sai cosa vuol dire avere la salute? Io mi sono trovata nella crisi che avevo circa 40 anni, ma non mi ha spaventato. Poi a 42 mi sono ammalata alla schiena e non riuscivo nemmeno a reggere un bicchiere! Senza soldi e 2 figli! Forse non ho pensato al suicidio perchè sono stata 6mesi imbottita di valium per il dolore. Ora sto meglio ma ho quasi 49 anni,non posso più fare lavori faticosi anche se andrei pure a lavare i piatti in pizzeria, ma non mi arrendo, qualcosa troverò. Ma il suicidio no, arrivano anche le fortune...proprio quando non te lo aspetti. é la vita questa, e la vita è una sfida!!

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  3. Tutto vero....... ma quando sei solo la testa frulla...... in ogni lettera riconosco un po' della mia situazione.... in ogni risposta cerco un pochino di forza in più.... un po' di luce......mah...... chissà.....

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