martedì 14 giugno 2011

Orgoglio satanista

Il nero capro è qui...

Qualche giorno fa mi sono battibeccato nei commenti di questo post "Europride 500mila a Roma" con un utente quando la discussione è degenerata sul religioso.

Ho ottenuto reazione indignata con questo commento (riporto solo i brandelli di conversazione incriminati)
"Tolleranza è accettare le idee altrui ma senza farsene condizionare. Tra l'altro porti un esempio del tutto fuori luogo, le leggi della chiesa non hanno alcun diritto di essere considerate tali o seguite dai non credenti.

Sono "ispirate da dio", i credenti sono chiamati a seguirle, i non credenti possono usarle tranquillamente per pulirsi dopo aver defecato, per loro hanno lo stesso valore della carta igenica.

Altrimenti ti chiedo di portare lo stesso rispetto a tutte le altre religioni, a partire dal satanismo, al culto di pan e della dea madre, fino ad arrivare agli apostoli del dio spaghetto."
         ............
"...a parte il fatto che tutte le religioni sono follia. Come fai a dire che il satanismo lo è ? dal punto di vista del fedele sono i cristiani ad essere stati ingannati da un falso dio, tutto è relativo e, a meno che qualcuno non riesca a dimostrarmi che una religione è vera, per me tutti i credi hanno lo stesso status essendo tutti, fino a prova contraria, falsi. Chiaramente se un fedele, per seguire il suo credo, commette un reato (Sia esso satanista o cattolico o quel che ti pare) deve essere punito."
Perché, essendo io non credente, metto sullo stesso piano tutte le religioni. Dal punto di vista del satanista è il cattolico ad essere in errore e a dover essere "salvato" da se stesso e dall'influenza di un falso dio e dei suoi servi. Naturalmente dal punto di vista di un cattolico il satanista è a tal punto corrotto e malvagio da non poter essere salvato.

Infatti la risposta dell'utente è stata (anche qui taglio)
"...no ma che fai difendi il satanismo e lo metti al pari di chi invece crede nell'amore? ... [cut] ... preferisco defilarmi dalla discussione perchè lo trovo di una tristezza disarmante. Difendere il satanismo, lol...... è come se dicessi che i pedofili fanno bene a violentare bambini. XD"
E poi si arrabbiano se li metto tutti sullo stesso piano... qui c'è gente che confonde reato con peccato (perchè la pedofilia è un reato, l'adorare satana un peccato)

A questo punto mi chiedo... l'essere religiosi comporta un'assenza totale di spirito critico? come è possibile che una persona "di fede" sia talmente asservita al suo credo da non essere in grado di guardarsi dal di fuori?

Forse mi sbaglio ma fino a prova contraria tutte le religioni sono uguali (false) al massimo possono essere distinte dall'impatto che hanno sulla società. Chiaramente è preferibile una legge che si basa sull'amore ed il rispetto ad una che si basa sulla violenza ed il dolore (ndr. non sto parlando di nessuna religione particolare) perchè la società dovrebbe prosperare di più, ma qui si ferma il tutto.

Per il resto non vedo differenza tra le religioni, poiché ognuna afferma di essere nel giusto e che tutte le altre sono sbagliate ed utilizza questa certezza per imporre ad altri comportamenti senza alcuna motivazione razionale.

Tempo fa parlando con un credente chiesi: "ma scusa, che te frega se vado a letto con gli uomini? non sono credente, per quanto mi riguarda non sto peccando, se l'altro è consenziente perchè mai non dovremmo divertirci?"

La sua risposta fu: "perché stai peccando e rischi la tua anima, se vedo qualcuno che sta per uccidere o suicidarsi lo fermo con qualsiasi mezzo"

Eh si... "con qualsiasi mezzo", è questa la giustificazione con la quale chi ha fede, se ha una posizione di potere, cerca di imporre la sua visione della realtà e di ciò che crede essere giusto o sbagliato.

A parer mio fino a che non riusciremo ad avere uno stato veramente laico, nel quale tutte le religioni (e dico tutte, pastafarianesimo compreso) avranno pari dignità chi ha fede continuerà a sentirsi in diritto (anzi in dovere) di imporre la sua visione delle cose a chi non crede.


Che ne pensate? sono solo seghe mentali o non sono del tutto rincretinito?

6 commenti:

  1. si sono seghe mentali, ma pienamente condivisibili.

    Voglio farti notare solo che anche tu affermi di essere nel giusto... proprio come fanno i credenti! :oD

    Il satanismo non è poi così male, e senza sacrifici umani potrebbe essere anche piuttosto tollerabile da buona parte della società!! :P

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  2. Credo che tu abbia centrato in pieno quando dici che reato e peccato sono cose distinte. Non sono particolarmente credente, anzi. Ritengo banalmente che siano gli eccessi a creare problemi. Chi rifiuta il confronto, non è in grado di mettere in discussione la sua Fede con serenità magari finisce che "con ogni mezzo" costringe Galileo ad abiurare, per fare un esempio.
    In questo mi piace molto l'approccio che ha mia moglie alla sua fede (è buddista) che è fatto di confronto, di messa in discussione e di arricchimento. Ma vado divagando.
    Ritengo che tu non sia rincretinito e ritengo che sia un peccato quando la fede diventa un limite. Per lo era, ho smesso di credere.

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  3. Il dibattito mi lascia senza parole, e ti assicuro, ce ne vuole. Ti lascio un link che troverai leggero ma interessante sugli usi e costumi. Per quanto riguarda gli aspetti religiosi, beh, non sono disponibile a confusioni tra religione e forme degenerate di arroganza camuffate per cui non ho intenzione di entrare nel merito.

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  4. scusate ma per qualche giorno non mi sono collegato :)

    @kermit - non affermo di essere nel giusto, mi chiedo se lo sono :)

    @antonio - proprio da te preferirei avere un parere, anche se ti lascio senza parole. Cerca di argomentare meglio che con un "forme degenerate di arroganza camuffate" e lasciando da parte considerzioni sul tipo "sacrifici umani" che, essendo azioni criminali, non rientrano nel discorso.

    Ti ringrazio invece per il link, cercherò di verificare

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  5. è un discorso lungo proverò a dire in estrema sintesi. Quando parlo di "forme degenerate di arroganza camuffate" intendo quella di una volgarissima forma di potere camuffata da guida spirituale, un camuffamento quasi scientifico ma non per questo meno goffo e ridicolo. La difficoltà o l'incapacità di avere a che fare con il "paradosso" dell'individuo e delle sue libertà conduce ai discorsi aberranti che siamo costretti ad ascoltare da una chiesa piuttosto che un'altra. La laicità mette di fronte a tale "paradosso" e la democrazia è la faticosa sintesi tra individuo e collettività. La domanda a questo punto è come uno stile di vita di un individuo che ha effetto su sè stesso e su soggetti consenzienti possa danneggiare la collettività. E qui si apre un altro mondo sulla tolleranza, sul rispetto dell'altro, sulla psicologia collettiva e le paure ma qui, davvero, permettimi di dirti che il discorso diventa troppo complesso e di rimandarlo alle cose che ho già scritto al riguardo sul mio blog e a quelle che probabilmente continuerò a scrivere.
    Per quanto riguarda il discorso religioso, beh, mi pare cosa troppo seria per lasciarlo ai fedeli! Ciao

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  6. Dimenticavo di dire che non sei stato tu a lasciarmi senza parole ma il tuo interlocutore.

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