giovedì 27 ottobre 2011

Risse vetrine in frantumi, caos, una città bloccata, per cosa ?

Con Trony non ci sono paragoni - Foto: Repubblica.it
Ho letto sul giornale del caos provocato dall'apertura di un nuovo centro commerciale Trony a Roma. città paralizzata, gente accampata dalla mattina, botte, risse e chi più ne ha più ne metta. Sul momento ho pensato, "badalì che idioti...",  poi ho notato un'altra notizia poco sotto. Scontri e caos a Napoli per accaparrarsi i biglietti della partita con il Bayern.

Quanto vale un biglietto per Napoli - Bayern al San Paolo? - Foto: Repubblica.it
Nel primo caso sono "prodotti del desiderio" (iPhone, notebook etc) in mega offerta (ad es iPhone a 399€ andati subito esauriti) mentre nel secondo la classica follia da stadio. Non che uno sia meglio dell'altro, trovo invece che siano l'effetto della stessa malattia

A parer mio i prodotti elettronici sono diventati oggi per una certa fascia della popolazione l'equivalente della partita per un ultras, qualcosa di più di uno status simbol,  un modo per non pensare.

Apparentemente entrambe sembrano sfatare la crisi, del resto se hai di che comprare vuol dire che non stai male, mentre ho il sospetto che in realtà evidenzino una mancanza di soldi, specialmente nel primo caso.

Mentre allo stadio siamo abituati a cose del genere il fatto che ci sia gente che per ottenere un telefono di ultima generazione a sconto sia disposta ad accamparsi in quel modo mi lascia supporre che i soldi non li abbia e che magari, abbia usato (o intendesse farlo) gli ultimi risparmi in quel giorno particolare, per ottenere grazie ad ottimi sconti quello che non avrebbe potuto avere altrimenti.

Senza contare la gestione della situazione a Roma, per fortuna non ha piovuto troppo ieri, se è bastato aprire un negozio per paralizzare la città figuriamoci se fosse venuto giù un altro diluvio come quello a inizio mese. Povero Alemanno, non gliene va bene una.

Ma forse sono solo un inguaribile pessimista... in ogni caso foto del genere invitano a riflettere. Il tempo ci dirà se il dubbio era lecito.

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1 commento:

  1. Una volta si diceva "quello si è comprato la macchina nuova poi a casa mangiano pane e cipolla" e ancore le cose non sono cambiate, anzi se mai peggiorate, questi sono i risultati di quello che tanti anni fa profetizzava Pasolini: il consumismo è riuscito in pochissimi anni a cambiare il modo di ragionare degli italiani molto di più di quanto sia riuscito un governo dittatoriale come il fascismo.
    Ormai molti sentono come bisogni primari l'avere certe cose e in situazioni come questa arriverebbero anche ad uccidere per averle.

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