giovedì 3 novembre 2011

I primi a ribellarsi sono sempre gli studenti. A Roma la polizia li carica

Prime cariche della polizia su corteo non autorizzato degli studenti (foto Repubblica.it)
E' stato un grosso errore quello di non revocare il blocco delle manifestazioni a Roma. I giovani sono sempre i primi a ribellarsi e sono giustamente incazzati, le manifestazioni fanno paura ma, tecnicamente, sono una valvola di sfogo. 

Chi grida, protesta, urla e scalcia si sente in qualche modo ascoltato, ha qualcosa da fare, sente di poter cambiare il futuro ed è più tranquillo. Se gli impedisci di manifestare, se gli impedisci di esprimersi perché hai paura di mostrare in pubblico che esiste un dissenso crei l'effetto opposto. Li fai incazzare, di brutto.

Un po' come chiudere gli stadi per impedire agli ultras di fare danni. L'unico effetto è che appena riaprono fanno più danni di prima, se non si sono già sfogati in città.

A Roma gli studenti sono scesi in piazza fregandosense del divieto, sono giovani, non hanno paura di quello che vuol dire una condanna penale, non capiscono a pieno i rischi e le conseguenze, Dio li benedica per questa irruenza, è probabilmente la vitalità che ci salverà.  

La polizia non poteva che cercare di bloccare la manifestazione non autorizzata, caricando, ma stavolta non sono black block, non sono pericolosi sovversivi, sono i cittadini del futuro e un'azione del genere non riuscirà a sedare gli animi ma ne rinforzerà l'irruenza.

Cosa accadrà quando gli studenti in piazza saranno di più? cosa accadrà quando i poliziotti vedranno tra la folla figli, nipoti, loro e degli amici? Le forze dell'ordine sono già vessate, svilite, devono subire rischi, intimidazioni, digerire l'arroganza del potere, vedere svilita la loro carica fino a farli diventare accompagnatori di accompagnatrici. 

E se si incazzassero anche loro?

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1 commento:

  1. sarebbe ora si incazzassero anche loro che sono mandati a fare il lavoro sporco,per uno stipendiuccio sicuro...........!

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