martedì 24 aprile 2012

I soliti idioti

Il duo comico in uno sketch al festival di San Remo
Il titolo del post esprime il mio pensiero su questo duo comico tanto in voga. Complice un amico che ne va pazzo me li sono dovuti sorbire più volte e a dirla tutta non mi sono piaciuti affatto.

Che ci sarà mai di divertente nel vedere un tizio truccato come un cadavere dire "dai cazzo" non riesco a capirlo. 

Ammetto che l'unica gag che ho trovato divertente è stata quella del bambino che esce di casa dicendo:

B: "mamma vado a giocare con i bambini"
M: "e chi sono?"
B: "dai mamma, i bambini di satana"

Dopo i problemi con la comunità LGBT a Sanremo, della quale ho appreso solo via internet dato che non lo seguo, tornano a fare scivoloni riferendosi al Pride in questo modo: "Che senso ha il Pride se essere gay è una cosa normale? Bisognerebbe celebrare la normalità di essere gay, non la diversità. Perchè non c'è un Etero Pride? Se ci fosse ci andrei".

Una risposta a tutti coloro che penseranno "...un po' hanno ragione...":

In Italia non c'è alcuna parità tra gay ed etero, gli etero non devono nascondersi, non devono sentirsi minacciati per essere ciò che sono e i Pride saranno utilissimi  al movimento LGTB per affermare l'esistenza dei "diversi" in un paese che vorrebbe rilegarci nel buio delle nostre case pronti a soddisfare le voglie dei mariti repressi.

Sul bellissimo fumetto Gea di Luca Enoch (il papà di Spraylitz) un personaggio gay con una maglietta con scritto "gay pride" risponde così alla frase della protagonista: 

Gea
"... in fondo cosa è l'orgoglio gay? è voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità. D'altronde, se una persona, per ottenere il < privilegio > di essere semplicemente se stessa nella vita, avesse dovuto sfidare, suo malgrado, la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali non sarebbe un pochino orgogliosa anche lei di avercela fatta?"

Sempre trovata una risposta perfetta per tutti coloro che criticano l'orgoglio gay.

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2 commenti:

  1. Di solito sono d'accordo con te, ma non stavolta, comunque non del tutto.
    Di per se' il GayPride assume il ruolo di protesta civile e in un qualche modo anche di educazione del (resto del) popolo.
    Ma non come viene fatto ora, a mio parere.
    Faccio un parallelismo: quando gli afroamericani protestarono contro le discriminazioni razziali ci furono (al netto delle manifestazioni turbolente, che non vogliamo di certo) moltissime manifestazioni, per la cronaca con tantissime persone "bianche", che per quanto fossero sopra alle righe non sembravano un "TV show".
    Ecco, il Gay Pride (a parte che ho sentito dire di discriminazioni contro gli etero, ma non ho esperienza personale a riguardo) sembra, purtroppo (per lo meno quello che tutti vedono, dai telegiornali e dalla rete), piu' un carnevale di Rhio che non una marcia per i diritti.
    Capisco perfettamente l'idea della provocazione, ma in questo modo si passa dalla parte dell'esagerazione col rischio che la gente prenda il gay come un povero adolescente che ha bisogno di attenzioni, invece che un cittadino che lotta per i suoi diritti.
    Diciamo che, riassumendo, ho la sensazione che la comunita' LGBT tenda a ghettizzarsi un po' e a spettacolarizzare troppo.
    Questo il mio pensiero :)
    Dea

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  2. Partecipa al prossimo pride a Bologna :)

    vedrai che è molto meno carnevalata di quanto sembri, naturalmente le persone "normali" non te le fanno vedere in tv non fa notizia

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